IL SANGUE DI SAN GENNARO – miracolo o scienza?


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Sono secoli che ci domandiamo cosa realmente accada in questo evento della reliquia contenuta in due ampolle chiuse incastonate in una teca, contenente: (il famoso sangue di S. Gennaro).
Evento che si ripete a Napoli 3 volte l’anno facendo sì che in quei momenti il contenuto sigillato nelle ampolle venga agitato davanti a migliaia di fedeli aspettando la liquefazione, il così denominato ”miracolo di San Gennaro “.
In tre date ben definite avviene questo “ miracolo “, la prima è il 19 settembre, nel “ giorno del martirio “, poi abbiamo il 16 dicembre nel “ giorno dell’anniversario per l’eruzione del Vesuvio “, avvenuto nel 1631 e secondo come si narra la lava sarebbe stata fermata proprio da lui, S. Gennaro, e per finire il sabato della prima domenica di Maggio: ( data della translazione del corpo ).
Secondo la leggenda, S. Gennaro fu decapitato a Pozzuoli il 19 Settembre nel 305, in quel drammatico evento una donna mossa da compassione si recò a raccogliere il suo sangue in due ampolle di vetro e nel 431 accadde che un’altra donna dovendo trasferire alcune reliquie a Napoli, presentò anche quelle due ampolle, davanti a rappresentanti importanti dell’alto clero e in quell’occasione il sangue si liquefece sotto gli occhi di tutti e da lì venne considerato un miracolo: “il miracolo di San Gennaro” che da quella volta si ripete nei secoli.
Ma siamo sicuri che nelle ampolle ci sia del sangue? Ovviamente tutti ci poniamo una marea di domande su questo evento straordinario.
La chiesa lo ha definito “ puro prodigio “ e ha sempre vietato l’apertura delle ampolle per un eventuale analisi finalizzata alla conferma.

Ma ecco che nel 900’ venne eseguita una “ spettroscopia ” la quale è lo studio della luce riflessa dal campione, ne conseguì la rivelazione che il liquido contenuto ha caratteristiche “ fisico chimiche” determinando che il fluido era composto dalle bande di assorbimento della luce tipica “ dell’emoglobina ”, la sostanza contenuta nel sangue!
Quindi è vero?
Ma c’è anche un altro studio fatto nell’anno 1990 il quale spiegava il fenomeno dello scioglimento di qualunque cosa sia all’interno delle ampolle, rivelando che i materiali “ tissotropici “ sottoposti a vibrazioni o a altri movimenti, diventano liquidi per poi ritornare solidi al momento del riposo.
Un materiale “ tissotropico “ è composto da ( calcio, sale acqua e “ cloruro di ferro” ), quest’ultimo si trova nel “ molisite ”, materiale che si ricava dai vulcani attivi, ( come il Vesuvio ).
Con questo vi lasciamo con le stesse domande che ci poniamo noi anche se preferiamo credere al “ MIRACOLO “.

Tatiana Zuccaro

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